Intervista a Antonia Labonia

Intervista a Antonia Labonia, Presidente del Gruppo Nazionale Nidi e Infanzia, a cura di Ferruccio Cremaschi

Tradizionalmente i Convegni del Gruppo hanno cadenza biennale. L’ultimo appuntamento è stato a Palermo nel maggio 2018. Quattro anni di vuoto? Come si è mosso, che cosa ha elaborato in Gruppo in questo periodo di “sospensione” dovuto alle limitazioni per la pandemia?

Le vicende degli ultimi due anni legati alla pandemia e alle conseguenti limitazioni, ci ha costretto a rivedere i nostri appuntamenti biennali. Nel periodo di emergenza sanitaria il Gruppo Nazionale Nidi e Infanzia ha continuato a confrontarsi ed interagire con le realtà interassociative nazionali di cui fa parte e con i territori mettendo a disposizione raccolte di documenti e pensieri che hanno animato il dibattito. Grazie alle tecnologie si è potuto riprendere quel rapporto che ci contraddistingue con i territori, le educatrici, le insegnanti e gli amministratori attraverso numerose occasioni di seminari e dibattiti che hanno accompagnato tra l’altro il lavoro della Commissione Ministeriale che ha redatto Le linee pedagogiche del sistema integrato zerosei e gli Orientamenti nazionali per i servizi educativi per la prima infanzia. Si è cercato di offrire spazi di confronto e dialogo nei momenti più difficili del lockdown e l’utilizzo dei Lead, nel momento della riapertura, nell’ esperienza delle “bolle”.

Mai è mancato il desiderio di voler riprendere gli incontri in presenza che ora stanno trovando possibilità seppure nella forma ibrida presenza/remoto. Abbiamo perciò ritenuto e deciso che non era possibile rinviare oltre il nostro appuntamento.

Quale è la “cifra” che segna il 2022, anno del Convegno?

Il 2022 si annuncia come nuovo anno che raccoglie l’importante compito di dare avvio alla concretizzazione del sistema integrato 06 dei servizi educativi e delle scuole dell’infanzia in tutto il territorio nazionale, nel rispetto del decreto 65/2017. Sullo sfondo di un’epoca segnata dalla crisi e profondamente determinata dalla pandemia, la recente definizione a livello nazionale delle Linee pedagogiche per il sistema integrato zerosei è un fatto di straordinaria importanza per l’educazione dei primi 2000 giorni di vita e che potrà offrire nuove indicazioni per il primo segmento dell’istruzione. Infatti, il Ministero alla Pubblica Istruzione ha pubblicato le Linee pedagogiche che con gli Orientamenti nazionali per i servizi educativi per l’infanzia e le Indicazioni nazionali del curriculo (2012) costruiscono il macrocontesto nazionale per tutti i servizi educativi e le scuole dell’infanzia. Si tratta di un traguardo a lungo auspicato, da accogliere con grande interesse e favore per la dimensione di cambiamento e di rinnovata prospettiva che si innesca in tutto il territorio nazionale.

Nei 50 anni dalla pubblicazione della legge 1044 /1971 e nei 53 anni dalla 444/1968 molta esperienza educativa si è compiuta nei nidi e nelle scuole dell’infanzia; molta competenza si è costruita a proposito di servizi educativi, infanzia e educazione. A che punto ci troviamo oggi?

Si tratta di un patrimonio di grande valore politico e di interesse culturale, frutto del lavoro educativo con i bambini dentro l’esperienza dei servizi e dell’impegno, in particolare, dei tanti Enti locali che non hanno mai rinunciato a elaborare politiche educative pubbliche. Resta anche la consapevolezza del fatto che, tutto questo, si è realizzato con intensità molto differenti a seconda dei territori e con condizioni (contrattuali, operative, …) spesso frammentate e talvolta contraddittorie, che possono renderne difficoltosa la concretizzazione. Anche per questo motivo occorre rivolgere una particolare attenzione al lavoro educativo di tante figure che via via hanno costruito le diverse ‘storie pedagogiche’ nei territori. Va riconosciuta la valenza politica di queste storie a favore dei bambini e delle famiglie per l’affermazione via via dei diritti in una società democratica.

Occorre, dunque, tornare a riflettere sul valore del lavoro educativo e di professionalità necessarie per costruire un sistema pubblico integrato di educazione.

Usciamo da un periodo di “sospensione”. La pandemia e le restrizioni legate al lockdown, impongono nuove riflessioni …

La pandemia e l’impatto emergenziale che ne è derivato hanno ampliato le differenti condizioni, alterato contesti educativi, creato dissonanze e rotture che possono portare anche a sentimenti di impotenza e riduzione del valore culturale esistente. Accanto a questo si sono mosse realtà che hanno colto la pandemia come un’opportunità per rivedere contesti fisici e soprattutto contesti di relazione che sono andati oltre l’impellenza di dare risposte all’emergenza. La crisi ci spinge a guardare oltre e i nuovi documenti per la costruzione del sistema integrato 06 ci invitano a rilanciare l’impegno, la ricerca e il valore politico e culturale del lavoro educativo per il cambiamento.

L’educazione è fatta di continua ricerca: qualità, lavoro educativo e cambiamento sono sempre interconnessi e chiamano ad una responsabilità sociale e politica che non può rimanere inascoltata.

Per questo la sfida per un sistema educativo integrato è cruciale e ha la necessità del contributo di tutti gli attori: educatori, insegnanti, amministratori, tecnici sono oggi chiamati a costruire condizioni diffuse per affermare il diritto all’educazione nel nostro paese per tutti i bambini.

Ma siamo di fronte anche a nuove sfide, a occasioni preziose di nuovi impegni.

Il 2022 è anche un anno determinante per le tante risorse economiche disponibili, per le strategie che si attueranno per costruire la dimensione concreta del sistema integrato 06. Questo richiede un’importante riflessione per intrecciare il piano delle idee con le risorse economiche, prestando la massima attenzione a non disperderle, ma a renderle il più generative possibili. Ripresa e resilienza sono due parole-chiave del Piano nazionale di investimento delle risorse economiche. Una domanda sorge spontanea a chi si occupa di Istituzioni: quali contributi offrono “Le linee pedagogiche per il sistema integrato zerosei”, gli “Orientamenti nazionali per i servizi educativi per l’infanzia” e “Le Indicazioni nazionali del curricolo” alla realizzazione di investimenti di qualità per il sistema formativo integrato 06?

Allo stesso tempo i medesimi documenti interpellano tutte le comunità educative professionali a proposito della formazione professionale e della continuità educativa. In particolare, possiamo prevedere l’affacciarsi di una fondamentale questione culturale: quella del rapporto fra Orientamenti 03 e Indicazioni nazionali del curricolo per la parte delle scuole dell’infanzia, costruendo quella nuova dimensione professionale attenta all’unitarietà del percorso di crescita e di educazione 06 anni.

In questo contesto complesso e articolato, quale è la proposta che ci offre il Convegno?

Il titolo che accompagnerà l’intero percorso è: RI-PENSARE AI BAMBINI NELL’INCERTEZZA DELLA NOSTRA EPOCA. In questa epoca segnata dall’imprevisto la riflessione e il confronto sui fenomeni sociali, culturali, economici che attraversano i mondi delle famiglie, dei bambini, degli educatori sono necessarie e doverose. C’è “un nuovo” da comprendere nella sua complessità, che ci riguarda proprio a partire dalla dimensione educativa. Si dice spesso ‘tornare alla normalità’, ma questo sarebbe un obiettivo effimero. Occorre prepararsi per costruire una nuova transizione verso scenari e orizzonti che possano accogliere e cogliere le novità a partire dal patrimonio educativo sperimentato nei 50 anni di storia dei servizi per l’infanzia.

L’incertezza è una condizione dell’esistenza, appartiene ad ogni epoca e dunque anche alla nostra con particolarità e caratterizzazioni tipiche. Sarà la lente concettuale per rileggere e problematizzare i fenomeni che ci segnano e ci coinvolgono nel presente.

È un concetto sfidante, che ci interpella ogni volta che occorre ristrutturare, capire, conoscere e scoprire.

L’incertezza è anche il frutto di una disposizione a riflettere su ciò che sta accadendo. D’altra parte, il lavoro educativo opera da sempre nella quotidianità dentro l’incertezza.  L’incontro quotidiano con i bambini richiede apertura e predisposizione ad accogliere. Esso pone al centro del lavoro educativo la continua ricerca di metodologie necessarie a costruire contesti educativi inclusivi e favorevoli per ogni bambina e bambino.  L’osservazione, la scoperta, lo stupore non sono forse le componenti di una mente professionale appassionata e aperta ad accogliere? Il pensiero creativo non è forse la dimensione più importante per affrontare la complessità in educazione?

“Ri-pensare”: che senso assume questa proposta?

La pandemia ha fatto emergere fenomeni da tempo sottesi in ogni campo, mettendo al centro con forza dirompente il rapporto fra l’individuo, la collettività e la salute.  I bambini come cittadini dell’oggi e del domani ne sono i principali protagonisti. Ri-pensare ai bambini con la consapevolezza che nulla può essere dato per scontato è un impegno di chi si occupa di educazione. Ri-pensare insieme è un modo per sostare nel cambiamento, per cogliere gli elementi costruttivi di una rinnovata consapevolezza educativa e di un sentimento pieno e appassionato. Ri-pensare, pensare due volte, riflettere con attenzione e ponderazione sono i possibili significati del convegno 2022 che vuole favorire una costellazione di occasioni di dialogo fra educatori, coordinatori, responsabili, dirigenti, economisti, filosofi, sociologi, …, promuovendo scambi di esperienze.

Il 2022 propone nuova attualità ai linguaggi delle connessioni verso più approfondite alfabetizzazioni. Non è sufficiente far uso di strumenti e di media per sapere e far propri i linguaggi. Dal patrimonio culturale educativo con l’infanzia può derivare un prezioso contributo di studio intorno ai principali rapporti osservabili fin dai primi giorni di vita dei bambini: il concreto e il simbolico, il significato-il significante, la realtà concreta e quella virtuale, l’azione e l’immaginazione, il corporeo e il mentale.

Durante la pandemia, per i limiti emergenziali posti alla presenza fisica, si sono accelerati processi di utilizzo dell’online e di internet da parte di una popolazione di adulti (educatori, insegnanti, genitori, politici, amministratori, …) spesso condizionati da atteggiamento oscillante verso i media, fra demonizzazioni e utilizzi dei social pervasivi del proprio e altrui tempo. Improvvisamente ci si è ritrovati difronte ai Lead e alla Dad con le conseguenti esperienze di connessioni quotidiane fra scuola e casa. Si sono scoperti aspetti della comunicazione virtuale che hanno ridisegnato le relazioni e che hanno fatto emergere nuove competenze, non limitate all’uso della tecnologia. Si sono avviate esperienze di utilizzo dei media e degli strumenti tecnologici in un modo nuovo, forse inimmaginabile sia per gli adulti che per i bambini.

Quali saranno le modalità di partecipazione al Convegno? C’è certamente un diffuso desiderio di incontrarsi di persona, di riallacciare rapporti personali e contatti, ma ci sono ancora perplessità sulle condizioni che potranno permettere spostamenti e incontri …

Anche il convegno nazionale 2022 sarà un percorso che utilizzerà la recente esperienza dell’incontro in presenza e via web. Dal 2020 molte sono state le opportunità di aggiornamento in campo educativo che si sono incrementate e diffuse verso territori virtuali molto più ampi di quelli concreti. Le diverse tappe del percorso si svolgeranno promuovendo modalità “ibride” di comunicazione: in presenza e via web.  La modalità in presenza è un grande auspicio poiché significa riaprire a quella ricchezza che ci è nota. L’apertura verso questo ‘orizzonte ibrido’ non può dare per scontato le valenze di arricchimento, di scambio e di formazione delle diverse modalità di partecipazione.  Dunque, lo stesso convegno è in sé occasione di riflessione e studio.

24 commenti su “Intervista a Antonia Labonia”

  1. Buongiorno, come attivare la procedura per partecipare? Si può scegliere quali convegni seguire oppure la partecipazione è legata a tutte le date?
    Grazie in anticipo

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  2. Carissimi,
    vi ringrazio della modalità mista perché il 19 marzo sarei stata lieta di partecipare in presenza ma purtroppo non mi sarà possibile perciò con lo streaming potrò seguire almeno a distanza.

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  3. Buongiorno,
    la mia coordinatrice vorrebbe sapere come poter ottenere l’attestato di partecipazione, da presentare al lavoro, seguendo il convegno in modalità on-line.
    Vi ringrazio,
    Federica

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  4. Buongiorno,
    la mia coordinatrice vorrebbe sapere come poter ottenere l’attestato di partecipazione, da consegnare al lavoro, seguendo il convegno in modalità online.
    Vi ringrazio,
    Federica

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  5. Buonasera, mi sono iscritta con il gruppo educativo della struttura educativa presso cui lavoro al convegno di sabato in presenza. Una delle educatrici purtroppo non può partecipare per impegni imprevisti e vorrei modificare il suo nominativo inserendo come partecipante un’altra educatrice che non è riuscita a trovare posti disponibili. Come posso modificare il nominativo?
    La ringrazio.

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  6. Buonasera, per circostanze impreviste non posso essere più presente al convegno del 19 marzo. Annullando la mia presenza posso comunque seguirlo dalla diretta e ottenere l’attestato (per lavoro)?

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